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COM’È DURA EVANGELIZZARE!
Una riflessione e un punto sulle attività di primo annuncio in Italia


Evangelizzazione a Desenzano nel 2007Le attività delle Sentinelle del mattino si sono moltiplicate in questi ultimi mesi in modo vertiginoso. Sembra proprio che il momento sia arrivato. Quello di una nuova apertura delle diocesi ad una pastorale di primo annuncio.
Il progetto delle “sentinelle del mattino” si è molto sviluppato dalla prima missione di spiaggia di Riccione nel 2002: ora stanno lavorando per introdurre in Italia nuove metodologie di primo annuncio, destinate alle parrocchie e ai giovani di ogni appartenenza. E le richieste sono moltissime: segno ormai che ci si è resi conto che con i giovani occorre fare qualcosa di radicalmente nuovo e non solo “aggiustare” l’esistente. I corsi di evangelizzazione (Corso Base) si sono quadruplicati in un solo anno.
Diversamente da quanto fanno alcune realtà carismatiche in Italia (ci sono alcune bellissime comunità specializzate in alcuni settori dell’evangelizzazione di strada), le sentinelle lavorano senza un carisma particolare. Non c’è un fondatore e non si deve sposare alcuna spiritualità particolare per evangelizzare. Qui sta la novità: il testimone passa di mano in mano senza doversi compromettere con la storia della comunità organizzatrice o con i suoi eventi. Per evangelizzare basta il proprio Battesimo e la propria semplice fede. Forse è una riedizione dello spirito più autentico dell’Azione Cattolica, un servizio di apostolato vissuto da laici in comunione con la gerarchia della Chiesa.
Ma nonostante le quasi 150 edizioni di “Una luce nella notte”, ormai “imitata” in molte parti d’Italia, i numerosissimi “Corsi Base di Evangelizzazione” (che, dal lontano 1998, quando nacquero presso il Centro Pastorale di Verona, sono diventati un validissimo strumento per cambiare la mentalità dei giovani), e nonostante le “fiaccole” di Sentinelle che stanno costituendosi in molte Diocesi (ormai una dozzina), possiamo dire che non tutto è rose e fiori.
L’evangelizzazione di strada è ancora osteggiata più dentro, che fuori della Chiesa. Sembra un paradosso, ma è così. I primi che “remano contro” sono proprio coloro che dovrebbero occuparsi dei giovani stessi. Come mai?
Qui sta la sfida di questo nuovo settore: l’evangelizzazione di strada, bene o male, mette il dito nella piaga: siamo proprio sicuri che i nostri cristiani siano anche dei credenti? Mons. Descalzi (un vescovo ausiliare di Milano) disse un giorno: «Nelle nostre comunità ci sono molti praticanti non credenti». E la Chiesa in Italia pensava che bastasse contare i praticanti…
Ora la situazione è questa:
- in Italia “Una luce nella notte” sta entrando come modalità ripetuta di evangelizzazione di strada, unendo la sete di preghiera dei giovani con il loro desiderio di essere raggiunti lì dove sono: le chiese vengono aperte un po’ ovunque e molti si improvvisano evangelizzatori, talvolta senza un’adeguata metodologia e contando solo sul loro carisma. A Desenzano continua il laboratorio iniziale di questa esperienza, offrendo a molti la possibilità di conoscere come vivere l’esperienza dentro un progetto più ampio.
- ci sono alcune comunità di evangelizzazione molto forti ed efficaci. Ad esempio la comunità Papa Giovanni XXIII e Nuovi Orizzonti rappresentano un carisma necessario oggi: i ragazzi ex-tossici dei queste comunità dimostrano che il Vangelo è capace di arrivare ovunque. Dove arrivano questi neo-convertiti non riesce ad arrivare nessuno di noi.
- stanno nascendo in Italia anche alcune realtà più “carismatiche” che evangelizzano in forza del carisma di un fondatore, o di una spiritualità, talvolta molto esplosiva. Non a tutti piacciono tutte queste modalità, ma è indubbia la loro efficacia. Il problema è che spesso l’evangelizzazione viene scambiata per questo modo di pregare o di proporsi e per molti assume i toni di un movimento settario.
- infine ci sono gli Ordini religiosi e le realtà più tradizionali, come i frati minori, i salesiani, i giovani del GAM, della Gifra, ecc… Senza troppo clamore da anni stanno evangelizzando con i giovani stessi, mietendo ottimi frutti sulle spiagge, nelle discoteche, nelle piazze. Essi ricordano che nella Chiesa tutti siamo chiamati ad evangelizzare e nessuno ha inventato niente: tutto abbiamo ricevuto da altri e a nostra volta trasmettiamo senza paura di perderci.
Le Sentinelle stanno lavorando come cassa di risonanza di quest’opera dello Spirito Santo. Ricevono e trasmettono amplificato. Il progetto Now:Jesus che sta riscuotendo moltissimi consensi è il tentativo di far circolare queste idee e queste risorse. Forse è giunto il momento di fare il punto e riunire le forze, ciascuno con il proprio carisma e contributo. Questo compito spetta a nessuno degli interlocutori, ma la Servizio di Pastorale Giovanile della CEI, chiamato per vocazione a non sposare nessuna modalità, ma a fare discernimento su quello che lo Spirito Santo opera nella Chiesa italiana e a dare a ciascuno i proprio compito.
 
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