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FACCIAMO IL PUNTO
Il Papa arriva in mezzo a noi e le Sentinelle andranno ad incontrarlo al Bentegodi: il Convegno ecclesiale è un’occasione per vedere a che punto è l’evangelizzazione di strada in Italia


Benedetto XVI atteso a VeronaQuando tutto cominciò nel 1998, nemmeno si parlava di evangelizzazione di strada. Muoveva i primi passi la cosiddetta “educativa di strada”, mentre alcune esperienze “carismatiche” (come quelle del Rinnovamento, delle Beatitudini e di Chiara Amirante), rimanevano confinate putroppo solo dentro recinti lontani dalla vita ordinaria delle parrocchie.
Ora l’evangelizzazione di strada entra potentemente nell’agenda della pastorale giovanile italiana. Non è un piccolo segno il fatto che più di 20 Diocesi si siano aperte ufficialmente a questo progetto, coinvolgendo le Sentinelle, e che il Servizio di Pastorale Giovanile Nazionale abbia voluto far sperimentare lo scorso luglio ai seminaristi di tutta Italia “Una luce nella notte”, la proposta di evangelizzazione dei giovani iniziata nel 1999 a Verona.
Tutto questo cammino non è certo merito delle Sentinelle, ma è frutto del concorso di molteplici fattori: innanzitutto la missione di spiaggia cominciata a Riccione da uno sparuto gruppetto di giovani nel lontano 2002 ha fatto scuola. La missione “Gesù al centro” di Roma, ad esempio e le varie missioni di spiaggia di quest’estate devono molto nello stile da questa esperienza pilota: Una luce nella notte si è configurata là nella sua forma attuale; il coinvolgimento di molteplici realtà ecclesiali per evangelizzare è divenuta una cosa scontata (non lo era affatto nel 2002!); l’organizzazione attuale con coinvolgimento dei media e soprattutto con la formazione previa dei missionari attraverso una vera e propria scuola di evangelizzazione non residenziale è nata a Verona, dallo studio e dalle sperimentazioni dell’allora “equipe di evangelizzazione”.
Non c’è che da ringraziare Dio per questi frutti, messi ora a disposizione di tutta la Chiesa. Ma sono davvero tutte “rose e fiori”?
Apparentemente sì, ma in realtà la Chiesa italiana deve ancora di fatto passare da una pastorale incentrata sulla catechesi, ad una incentrata sul “primo annuncio”, come i vescovi sollecitarono nel 2005 con un bellissimo documento, rimasto fino ad ora lettera morta. I vescovi ne sono convinti e spingono in tal senso. Sono le parrocchie oggi a fare resistenza, a causa della loro impostazione territoriale che mal si combina con una pastorale di strada.
Il vero problema non è la pastorale di strada, ma l’evangelizzazione tout court. È uno dei nodi che vengono dibattuti in questi giorni al Convegno di Verona. Molto significativo è che il mondo dei giovani non sia nemmeno tematizzato, ma sia trasversalmente presente nei vari ambiti del convegno. Sono i giovani protagonisti nella chiesa dell’evangelizzazione dei giovani? L’esperienza delle Sentinelle mostrerebbe di sì: la loro potenzialità è ancora tutta da scoprire pienamente.
Le Sentinelle del mattino accompagnano il convegno con la loro preghiera: forse la Chiesa italiana potrà ricevere un dono dallo Spirito Santo e iniziare coraggiosamente anche un progetto di evangelizzazione per i giovani. Loro non sono il problema della Chiesa, ma la grande ed inesplorata risorsa.
 
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