Ha cercato di migliorare la sua pagella, di riportare alla sufficienza qualcuno dei voti tutti negativi. Ma la presidenza Bush resta la peggiore nella storia degli Stati Uniti, nonostante l’ultimo sforzo, cioè l’annuncio di ritirare le truppe entro il 2011 dall’Iraq, ratificato dal governo di Bagdad.
Non si cancellano così otto anni di occupazione e centinaia di migliaia di morti, dopo una guerra apparentemente vinta in due settimane.
Obama sta a guardare, per ora.
La decisione di Bush lo libera da un peso, ma intanto lo mette in difficoltà. Altri tre anni di occupazione militare dell’Iraq gli impongono di rivedere i suoi piani di intensificazione della presenza in Afghanistan, perché da qualche parte deve prendere i soldati e poi da qualche parte deve prendere i soldi, che sono pochi in tempi di recessione. [a. bobbio]
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