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«Ora annunciate il Vangelo per le strade»
L'invito del vescovo di Vicenza dopo il sinodo dei giovani

Le Sentinelle all'Agorà dei giovani 2007 «Andate fuori dalle parrocchie, nelle scuole, a casa, nelle università, al lavoro, sulla strada. E il momento di uscire, di testimoniare il Vangelo a tutti i vostri coetanei che non credono». Ancora si stanno raccogliendo i frutti del primo anno del Sinodo dei giovani, dedicato alla riflessione interna nelle varie parrocchie su vari temi legati ai giovani e la fede, che già il vescovo Cesare Nosiglia incita con forza i suoi ragazzi a rimboccarsi le maniche per affrontare il secondo anno con un incarico ben preciso: «E giunto il tempo dell'azione», ha infatti spiegato ieri sera in una basilica di Monte Berico colma di giovani che proprio ieri, in coincidenza della fine del primo anno delle attività del sinodo, hanno compiuto il 13 Cammino vocazionale. Una giornata dedicata alla riflessione ma anche alla testimonianza "sulla strada": ragazzi da tutta la diocesi, raggruppati in quattro gruppi, ognuno con il nome di una città della storia sacra (Gerusalemme, Roma, Corinto e Antiochia), hanno compiuto un pellegrinaggio verso Monte Berico partendo da varie parti della provincia a piedi.
«Durante il primo anno avete riflettuto sull'ascolto della fede  ha spiegato Nosiglia durante l'omelia, in una chiesa colorata dai quattro colori dei gruppi del Cammino vocazionale  Ora dovete prendere il largo nel mare aperto e tempestoso della testimonianza ad altri giovani. Non fatevi traviare dai dubbi che di sicuro vi verranno come "sto facendo già molto", oppure "perchè mai disturbare qualcun altro che ha fatto altre scelte?". Dovete capire che testimoniare non significa imporre». Un tema molto delicato, quello del rapporto con i non credenti, e su come portare loro una testimonianza senza apparire troppo invasivi, ma nemmeno rinchiudersi in una torre d'avorio. Per questo il vescovo ha offerto fin da subito consigli anche molto concreti: «La prima via sarà stabilire amicizie: dovete sopportare quando parleranno male della chiesa: lasciateli esprimersi, perchè c'è sempre bisogno di qualcuno che ascolti, e prestate orecchio con pazienza a tutte le loro domande. Non abbiate alla fine paura di invitare alla preghiera. In realtà anche chi oggi fa esperienze molto lontane dalla preghiera, è nel profondo molto attratto da essa».
 
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