
I protagonisti sono proprio loro, i ragazzi provenienti dalle famiglie disagiate della favela. Miseria estrema, delinquenza e malattie si incrociano quotidianamente nella vita di questi piccoli. Abitano in baracche semi diroccate, giocano scalzi per le strade sterrate o, se va meglio, sull'asfalto. Spesso sono abbandonati ai lati della strada o impiegati come trafficanti di droga; alcuni sniffano colla. Ma ce ne sono tanti altri che corrono e si divertono, facendo volare i loro aquiloni colorati, guardano in alto, in cielo, forse sognando qualcosa di diverso. È questa la loro speranza: poter volare, correre e uscire da un mondo triste.
William, 9 anni, è uno di loro. Ha 6 fratelli con i quali deve fare i turni per riuscire a mangiare. In questi anni, nel Centro Santa Julia, ha trovato uno spazio per riscattarsi, lì almeno una volta al giorno può mangiare un po' di riso e fagioli, trova il calore di una famiglia e tanti amici con cui giocare. Anche lui emozionatissimo, partecipa alla grande missione evangelizzatrice dei bambini.
Una luce tra le baracche
Quest’evento è un’occasione nella quale almeno questi 600 piccoli intravedono un barlume di speranza nel terribile buio di un futuro che sembra non offrire nessuna chance. È proprio questo il senso della missione di strada: ridare luce a questi bambini.
Anche nella preparazione, tutto è stato predisposto assieme a loro e con la collaborazione di tutta la parrocchia. Aiutati dalle loro catechiste per vari mesi i ragazzi hanno approfondito e studiato il messaggio da annunciare ai loro coetanei. I meninos missionari si sono preparati per presentare e consegnare ad ogni bambino che avrebbero incontrato un piccolo depliant con una simpatica sintesi dell’annuncio kerigmatico. Una mano aperta e in ciascun dito un punto nodale dell’annuncio. Il tutto arricchito dall’esperienza personale. “Lasciate che i bambini vengano a me” è stata la Parola evangelica scelta come slogan per la manifestazione.
La segreteria parrocchiale ha organizzato la distribuzione dei messaggeri nelle varie aree della parrocchia, il materiale occorrente, i pullman per lo spostamento dei piccoli evangelizzatori, il tutto supportato da una intensa partecipazione spirituale di ogni cappella della missione, che in questi mesi ha pregato per la buona riuscita di questo grande momento.
Il grande invio
Alle 7,30 del mattino, del 27 agosto, prima di dare avvio alla grande esperienza, nella cappella di Nossa Senhora da Conceiçao, nel quartiere Jacira, quando già tutto è ormai pronto, una telefonata dall’Italia, contribuisce ad accendere il clima di entusiasmo: “Il Papa all’Angelus ha benedetto la prima missione evangelizzatrice dei bambini!”. La piccola chiesa in breve tempo si riempie senza riuscire a contenere tutti: i 600 giovanissimi missionari, i 350 evangelizzatori adulti, vari genitori e tanti fans di questi piccoli.
L’euforia e l’agitazione dei ragazzi, con l’inizio della Santa Messa, si trasformano in una raccolta e intensa partecipazione.
Padre José Mauro annuncia solennemente la notizia: “Bambini, una persona molto importante oggi ha pensato e pregato per voi, Papa Benedetto XVI”. Mentre i bambini ascoltano con stupore, padre José prosegue leggendo le parole che il Santo Padre ha rivolto ai pellegrini di lingua portoghese convenuti a Roma: “Saluto i pellegrini di lingua portoghese. Chiedo a tutti di unirsi in preghiera alla prima missione evangelizzatrice di bambini promossa dai missionari di Villaregia in San Paolo. Sono bambini che portano l’annuncio del Vangelo ad altri bambini. Possa la missione servire da scuola di fede per le famiglie brasiliane assetate della Parola di Dio. Che Dio vi benedica!”. Un prolungato e fortissimo applauso esprime la gioia dei ragazzi, al settimo cielo per l’inaspettato saluto del Papa, mentre molti adulti piangono di commozione.
Le catechiste consegnano ad ogni piccolo evangelizzatore un crocifisso, segno del mandato missionario.
Alcuni bambini durante la celebrazione condividono la loro gioia e trepidazione: “Ho paura, ma sono sicuro che Gesù accompagnerà questa esperienza, credo che tutto andrà bene!” dice Carlos e Aparecida continua: “Provo una grandissima gioia, perché potrò parlare agli altri bambini dell’amore di Dio”.
Al termine della Messa ciascun gruppo si dirige a piedi verso il quartiere che gli è stato affidato, ogni coppia di bambini è accompagnata da un adulto. Camminano numerosi tra le vie della missione con le loro inconfondibili magliette gialle, cantando tutti insieme il loro inno: “Andiamo a dare un mondo di gente a Gesú”.
Pronti via!
In poco più di due ore i piccoli missionari raggiungono i bambini di circa 1.200 famiglie di 5 grandi quartieri della missione.
Arrivando nella prima strada di un quartiere, dalla finestra una signora accoglie il piccolo esercito di bambini sventolando anche lei un fazzolettone bianco. È il suo modo di incoraggiarli e di dire: “Sono con voi”.
A due a due bussano alle porte e timidamente chiedono: “Ci sono bambini in questa famiglia? Abbiamo un messaggio per loro”. Una volta di fronte ai loro coetanei, con disinvoltura e persa ogni timidezza, incominciano a parlare dell’amore di Dio per ciascuno, e della loro amicizia con Gesù. Un breve momento di preghiera conclude il loro incontro, con la proposta di iscriversi alla catechesi.
Le loro testimonianze semplici e sincere colpiscono e coinvolgono i giovani interlocutori: “Prima di partecipare alla scuola della fede (catechesi) litigavo molto in casa con i miei fratelli, ma da quando ho capito che Gesú non è contento di questo, ho cominciato a cambiare, adesso non litigo più”. È la risposta di Luiz al messaggio ricevuto il 27 agosto.
Il Vangelo trasmesso dai piccoli tocca anche il cuore degli adulti. “È stato molto bello vedere con quale semplicità e spontaneità i bambini si sono mossi nelle case - racconta Salomão, uno degli accompagnatori, e continua - In una famiglia anche la mamma dei bambini che stavano ricevendo l’annuncio è scoppiata in pianto perché ha incontrato una Chiesa viva che ha bussato alla sua porta, mentre lei da molto tempo aveva smesso di frequentarla”. Qualcun’altro commenta semplicemente: “Voi, piccoli, siete gli apostoli di domani! Voi, oggi avete acceso una luce nella nostra vita”.
La gioia sui volti dei bambini evangelizzatori, lo stupore della gente che per le strade si ferma a guardare, l’orgoglio delle catechiste e dei genitori dei questi ragazzi… tutto fa echeggiare nel cuore e nella mente le parole di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio” (Lc 18,16).