
Il messaggio per la giornata mondiale missionaria dell’ottobre 2008 rimarrà negli annali. Non è consueto sentire da un Papa parole così forti rivolte soprattutto ai vescovi, ma anche a tutta la Chiesa, il cui unico compito è l’evangelizzazione. Per loro è la parte centrale del documento: «Il Vescovo è consacrato non soltanto per la sua diocesi, ma per la salvezza di tutto il mondo. Come l’apostolo Paolo, è chiamato a protendersi verso i lontani che non conoscono ancora Cristo, o non ne hanno ancora sperimentato l’amore liberante; suo impegno è rendere missionaria tutta la comunità diocesana, contribuendo volentieri, secondo le possibilità, ad inviare presbiteri e laici ad altre Chiese per il servizio di evangelizzazione. La missio ad gentes diventa così il principio unificante e convergente dell’intera sua attività pastorale e caritativa».
Parole forti, che fanno mettere in luce anche alcune altre espressioni molto significative sulla “svolta missionaria” che la Chiesa è chiamata a svolgere in questo tempo: «Il mandato missionario continua ad essere una priorità assoluta per tutti i battezzati, chiamati ad essere "servi e apostoli di Cristo Gesù" in questo inizio di millennio».
E anche: «È importante ribadire che, pur in presenza di crescenti difficoltà, il mandato di Cristo di evangelizzare tutte le genti resta una priorità. Nessuna ragione può giustificarne un rallentamento o una stasi, poiché "il mandato di evangelizzare tutti gli uomini costituisce la vita e la missione essenziale della Chiesa". Missione che "è ancora agli inizi e noi dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio". Come non pensare qui al Macedone che, apparso in sogno a Paolo, gridava: "Passa in Macedonia e aiutaci"? Oggi sono innumerevoli coloro che attendono l’annuncio del Vangelo, coloro che sono assetati di speranza e di amore. Quanti si lasciano interpellare a fondo da questa richiesta di aiuto che si leva dall’umanità, lasciano tutto per Cristo e trasmettono agli uomini la fede e l’amore per Lui!».
Queste parole rieccheggiano da tempo nel Corso Base di Evangelizzazione delle Sentinelle e qui ricevono ancora più forza e ancora più chiarezza: «È dunque un dovere impellente per tutti annunciare Cristo e il suo messaggio salvifico. "Guai a me – affermava san Paolo – se non predicassi il Vangelo!" (1 Cor 9,16)».
Ecco il testo integrale.