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Il convegno Sentinelle: un successo e una promessa
Grande partecipazione di preti a Verona per ascoltare le nuove metodologie presentate dalle Sentinelle

don Andrea con il Vescovo di VeronaSono più di 150 i partecipanti che hanno affollato la bella sala congressi del centro San Fidenzio, posto sulle colline veronesi. Dal 4 al 7 giugno si sono alternati diversi relatori per presentare le più diffuse metodologie di nuova evangelizzazione presenti nel mondo cristiano.
Mons. Pellegrini, vicario generale della diocesi scaligera ha tenuto la relazione iniziale: nel corso della giornata anche il Vescovo di Verona non ha voluto mancare, presiedendo la Messa nel giorno in cui la diocesi ospitante ricordava un martire evangelizzatore: Pietro da Verona.
Ma i confini erano fin da subito allargati: preti e laici dalla Sicilia, da Nizza, dalla Puglia fino a Torino e Trieste. Persino la televisione nazionale svizzera e numerosi giornali nazionali si sono interessati all’evento.
«Si parla tanto di evangelizzazione, ma se ne fa poca». Quasi un ritornello, questa provocazione è risuonata spesso negli interventi e negli scambi di esperienze tra chi, di nuova evangelizzazione, prova ad interessarsi sul campo. Sulle colline del Veronese, in questi giorni, si tiene «Il primo annuncio ai giovani», convegno sull’evangelizzazione alle nuove generazioni promosso da Sentinelle del mattino, un gruppo ecclesiale di stanza a Desenzano – provincia di Brescia e diocesi di Verona – che si interessa di evangelizzazione in situazioni «particolari» come località turistiche, pub e discoteche. Ad aprire i lavori del meeting, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti. Sono le presenze convenute a San Fidenzio, località nei dintorni di Verona, a caratterizzare questo appuntamento cui partecipano un centinaio tra sacerdoti, religiosi e laici, presenti anche referenti della pastorale giovanile di alcune diocesi. Per la prima volta viene sottoposta agli operatori pastorali di casa nostra la presentazione organica di alcune esperienze di nuova evangelizzazione.
«Siamo qui per cercare di rispondere a quello che i nostri vescovi ci chiedono – spiega don Andrea Brugnoli, sacerdote veronese, responsabile delle Sentinelle e promotore del convegno –.
Ovvero, ripartire dal primo annuncio della fede perché non è detto che anche i più sperimentati catechisti abbiano ricevuto una vera evangelizzazione». E così, nell’assise scaligera – iniziata mercoledì, si concluderà domani – si sono alternati protagonisti e modalità quanto mai varie e variegate. Il debutto è toccato ad uno dei metodi più conosciuti, i Corsi Alpha, inventati in Gran Bretagna dall’anglicano Nicky Gumbel, presto mutuati anche in ambito cattolico (oggi sono 47 mila i corsi, tradotti in 70 lingue). Cuore dell’iniziativa, le «Cene Alpha» che partono dal presupposto che Gesù ha sempre evangelizzato a tavola mangiando con le persone: di qui un corso per annunciare il Vangelo in dieci cene. Per la prima volta esponenti della metodologia Alpha sono venuti in Italia per raccontare la propria esperienza: «Il libro degli Atti degli Apostoli, che racconta la nascita della prima comunità cristiana, si intitola appunto Atti, e non Parole: dobbiamo evangelizzare facendo e non parlando», ha sottolineato Thomasina Wolverson, laica cattolica inglese, membra dell’équipe Alpha. E le possibilità sono tante, come ha testimoniato don Bertrand De Courville, vicario generale della diocesi di Grenoble, in Francia, promotore Oltralpe di Alpha: «Quando ho deciso di applicare questo metodo in parrocchia, sono rimasto sconvolto dal numero di parrocchiani desiderosi di impegnarsi in un’attività di evangelizzazione». Dal Messico invece è arrivata anche in Italia la Scuola di Sant’Andrea, fondata nel 1980 da un laico di Guadalajara, José H. Prado Flores: «Noi presentiamo 21 corsi di 2­5 giorni incentrati sui contenuti della fede – racconta Carlos Macias De Lara, referente per l’Italia – indirizzati a quelle persone che poi desiderano evangelizzare dentro la vita parrocchiale. Ogni anno teniamo 60­70 appuntamenti in tutt’Italia strutturati come piccoli ritiri». Un cammino integrale, che va dal kerygma all’apologetica fino all’apprendimento di tecniche comunicative di presentazione efficace della Parola di Dio. Mentre le Sentinelle del mattino – che prendono il nome dal celebre appello di Giovanni Paolo II alla Gmg di Roma e si focalizzano sul mondo giovanile – sono pronte per la missione nazionale di spiaggia, in Sardegna, a fine luglio: «Invitiamo i giovani – spiega don Brugnoli – a riscoprire il proprio mandato missionario in qualità di battezzati».

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Clicca qui per ascoltare l'audio delle relazioni (SENTIpod) - work in progress - a breve sarà pubblicato anche il video di tutto il convegno.

 
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